Aforismi & Aforismi


 
 Nelle sale da ballo negli anni ’60 c’era un’atmosfera di curiosità quando arrivava un artista, perché un tempo i cantanti non si vedevano in televisione. Li si sentiva in radio, o nei jukebox, quindi vederli era sempre un evento. Oggi c’è una certa inflazione dell’immagine, quindi manca la sorpresa, la curiosità, se non per le grandissime vedette. Per i cantanti normali, che fanno musica con serietà ma che non riescono a fare 50. 000 persone in uno stadio, non c’è più quella morbosità che invece un tempo era riservata a tutti i cantanti.

Edoardo Vianello

 Pensavo che la vita artistica di un cantante potesse durare otto, dieci anni. Il tempo in cui si è giovani e aitanti. Infatti, con l’apertura della casa discografica, pensavo di poter rimanere nel campo facendo altre cose: il produttore, o l’impresario. Non credevo che una carriera potesse durare più di 50 anni. Invece mi sono accorto che più si va avanti, più si impara: ad affrontare il pubblico, a stare sul palcoscenico. L’esperienza ti fa capire che il cantante è un mestiere nel quale, salute permettendo, si può rimanere protagonisti.

Edoardo Vianello

 Se pensiamo a cantautori come Paoli, Tenco, Bindi, Endrigo o De André, erano abbastanza malinconici, non è che fossero proprio spensierati. Erano anche impegnati in quello in cui scrivevano. Quella degli anni ’60 non era soltanto musica allegra, anche se la gente ama ricordare i momenti allegri della propria vita, e tende a cancellare quelli più tristi. Si affeziona ai motivetti più allegri, fermo restando che le grandi canzoni degli anni ’60 sono ancora rispettate. Il ricordo delle canzoni allegre fa credere che quello fosse un periodo incosciente e spensierato, mentre in realtà era complicato come lo è oggi.

Edoardo Vianello

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: Le parole giuste per il momento giusto

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